Dottor Maurizio Grillo

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Emorroidi

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Emorroidi

Definizione

Sono cuscinetti vascolari, presenti all’interno del canale anale e che giocano un ruolo nel mantenimento della continenza fecale. Sono prevalentemente a sangue venoso, e normalmente servono per “accompagnare” le feci all’esterno riducendo il trauma anale.

Esse sono normali componenti del canale anale e sono composte da:

1.      mucosa compatta

2.      tessuto vascolare, con un gran numero di anastomosi arterovenose, senza interposizione di rete capillare

3.      tessuto connettivo, ricco di fibre elastiche e collagene, rivestito da epitelio cilindrico, mai cheratinizzato

4.      muscolatura liscia

Tali cuscinetti sono di solito localizzati ad ore 3 - 7 ed 11 del canale anale.

Il termine emorroidi deve essere limitato alla situazione clinica nella quale questi cuscinetti sono di

dimensioni anomale e danno luogo ad una sintomatologia.

La malattia emorroidaria è una condizione patologica caratterizzata da sanguinamento e prolasso dei cuscinetti emorroidari, alcune volte complicata da trombosi. E’ la più diffusa causa di sofferenza della regione anorettale. Più del 50% della popolazione adulta occidentale soffre o ha sofferto di patologia emorroidaria. Molti soggetti lasciano trascorrere molto tempo prima di chiedere delle cure. Le cure attuali sono in grado di eliminare senza o con poco dolore il problema. Le emorroidi possono essere interne o esterne. Le emorroidi esterne sono ricoperte dalla cute anale e sono situate distalmente alla linea dentata.

 

 Classificazione

Le emorroidi sono classificate in funzione dell’estensione del prolasso, che a sua volta influenza il trattamento da mettere in atto:

 

 

Grado

Segni e sintomi

Trattamento

Primo

Sanguinamento senza prolasso

Modificazioni dietetiche, legatura a mezzo elastico,

coagulazione

Secondo

Prolasso con riduzione spontanea, sanguinamento

Legatura a mezzo elastico,

coagulazione,

modificazioni dietetiche

Terzo

Prolasso che richiede la riduzione digitale

Stapled anopexy secondo Longo

Quarto

Prolasso che non può essere ridotto

Stapled anopexy sec. Longo,

STARR

 

 


I sintomi

Le emorroidi possono gonfiarsi e dare una sensazione di peso a livello anale, ma solo raramente, quando si sovrappone una trombosi, sono fonte di dolore. Le emorroidi interne si manifestano con perdite ematiche color rosso vivo, non accompagnate da dolore, o con un prolasso durante l’evacuazione.

Il paziente può riferire la presenza di sangue sulla carta igienica. L’anemia da sanguinamento occulto cronico è rara, ed in tal caso sarà opportuno escludere altre cause di anemia. Il prolasso può oltrepassare la linea dentata, soprattutto durante lo sforzo, e portare alla perdita di muco e feci associati a prurito.

Il dolore è raro in corso di emorroidi non complicate, mentre si manifesta soprattutto con le ragadi, gli ascessi o in corso di trombosi di emorroidi esterne.

 

 

Le cause


Sono a tutt’oggi sconosciute. Possono essere costituite da una semplice discesa dei cuscinetti anali associata alla forza di gravità, allo sforzo, o ad un alvo irregolare.

 

Con il passare degli anni la muscolatura del retto si indebolisce e si sfianca dilatando la parte dell’intestino dove passano le feci prima di essere evacuate cioè l’ampolla rettale. Al tempo stesso la mucosa del retto perde il sostegno che la tiene fissa alla parete muscolare e tende a scendere verso il basso, si crea cioè un "prolasso" che ostruisce il canale anale.  

 

Esami diagnostici

 

1.Esame obiettivo: obiettivo dovrebbe includere l’ispezione sotto sforzo, l’esplorazione rettale e l’anoscopia.

2. Pancolonscopia

3. DefecoRM, se oltre alla malattia emorroidaria si sospettano altre condizioni patologiche come la sindrome da defecazione ostruita

 

Indicazioni all’intervento

 

1.  ripetuti episodi di sanguinamento emorroidario

2. prolasso emorroidario esterno

3. ripetute trombosi emorroidarie

 

 

Il rimedio


Dieta e modificazione dello stile di vita

Le raccomandazioni dietetiche dovrebbero includere:

     a. dieta ad alto contenuto di fibre

     b. assunzione di acqua non gassata (6-8 bicchieri al giorno)

     c.supplemento di fibre (psyllium, metilcellulosa, etc.)

 

Le raccomandazioni sullo stile di vita dovrebbero comprendere:

1. bidet tiepido caldi, per rilassare la muscolatura anale sfinteriale e favorire l’igiene della regione

2. evitare creme o pomate

3. evitare supposte

4. evitare lunghe soste al bagno

5. evitare di leggere in bagno

6. perdere peso



L'intervento
La cura chirurgica oggi, non è più quella di asportare chirurgicamente le vene emorroidarie prolassate, (intervento notoriamente molto doloroso), ma eliminare il prolasso, causa della fuoriuscita delle emorroidi, e riportare le vene emorroidarie stesse nella loro sede abituale, cioè all'interno del canale anale.  Eseguire cioè un "lifting" della mucosa prolassata e ritornare ad una situazione di normalità.  Si ottengono così due scopi, da una parte eliminare il prolasso e fare sì che le emorroidi non possano più prolassarsi al di fuori del canale anale e dall'altra ripristinare una giusta circolazione venosa senza più sanguinamenti.

 

Questo tipo di intervento viene eseguito internamente al canale anale, in zone non innervate, e non vengono create ferite esterne.  Così facendo il dolore dopo l'intervento è contenuto ai minimi termini (circa l'80% in meno rispetto alle tecniche abituali).  Ciò è reso possibile da un nuovo strumento chirurgico chiamato "Stapler" capace di eseguire nello stesso tempo sia la resezione del prolasso sia la sutura della mucosa sana.

 

   

 

 

 

 

(Clicca qui per capire meglio l'intervento)

 

 

I risultati


  1. Minor dolore postoperatorio
  2. Più rapida ripresa dell’attività lavorativa
  3. Assenza di stenosi anali (possibili dopo intervento di Milligan Morgan




Cosa fare

Prendere appuntamento col proctologo e insieme programmare l’iter diagnostico terapeutico del caso.

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 30 Novembre 2008 15:20 )