Dottor Maurizio Grillo

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Sindrome da ostruita defecazione e stipsi

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Sindrome da ostruita defecazione e stipsi

Tantissime donne ( e molti uomini) soffrono di stipsi, cioè non hanno una normale defecazione, sia come tempi, sia come frequenza di evacuazione. Non sempre, però, questo dipende dal tipo di dieta o dalle abitudini di vita. Soprattutto nella donna, molte volte, la causa del problema è nella "ostruita defecazione".
Interminabili minuti passati sul water, necessità di spingere, di effettuare manovre manuali e clisteri per effettuare una quotidiana defecazione e il più delle volte la sensazione fastidiosa di avere ancora la necessità di andare in bagno. Oggi è possibile superare tutto ciò.

Molte persone, quindi, e in maggior parte le donne, sono affette, senza saperlo, dalla cosiddetta "sindrome da defecazione ostruita", cioè dall’impossibilità di defecare in modo naturale.

Il fastidio è causato, moltissime volte, da un problema inerente al canale ano-rettale, cioè della parte finale dell’apparato digerente e non solo da errate abitudini di vita.

A volte la mucosa del retto si prolassa creando un’ostacolo al passaggio delle feci, cioè una intussuscezione del retto nel canale anale (ragione degli sforzi per evacuare), altre volte la muscolatura del retto si sfianca creando una sacca detta rettocele, che protrude, nelle donne, verso la vagina (e quindi la necessità di "digitare" nella vagina per far passare le feci), altre volte poi , residui di feci rimangono in piccole tasche mucose lasciando la sensazione di dover ancora defecare, oppure di sentire la necessità di andare in bagno più volte.


I sintomi

  • Resto sul water per oltre 15 minuti per evacuare nonostanze gli sforzi
  • Vado in bagno una o due volte la settimana
  • Necessito del clistere.
  • Evacuo in più volte.
  • Ho la sensazione di non aver espulso tutte le feci.
  • Mi aiuto col dito nella vagina o nell’ano per facilitare la defecazione.

Le cause

Con il passare degli anni la muscolatura del retto si indebolisce e si sfianca dilatando la parte dell’intestino dove passano le feci prima di essere evacuate cioè l’ampolla rettale. Al tempo stesso la mucosa del retto perde il sostegno che la tiene fissa alla parete muscolare e tende a scendere verso il basso, si crea cioè un "prolasso" che ostruisce il canale anale.
Classificazione delle cause:

 

·        FUNZIONALE:

                -  DISSINERGIA DEL PAVIMENTO PELVICO O ANISMO

                                   1. MANCATO RILASCIAMENTO MUSCOLO PUBO-RETTALE

                                   2. RIDOTTA SENSIBILITA’ RETTALE

·        PATOLOGIE ORGANICHE:

            - INTUSSUSCEZIONE RETTALE (PROLASSO RETTALE OCCULTO)

- IL PROLASSO RETTALE COMPLETO(PROCIDENZIA)

            - L’ERNIAZIONE DELLA PARETE ANTERIORE DEL RETTO (RETTOCELE) E L'ERNIAZIONE DELLA  PARETE POSTERIORE

                       

·        MISTA

 

Patologie associate:

 

  • PERITONEOCELE, ENTEROCELE E SIGMOIDOCELE
  • ANSIA-DEPRESSIONE
  • ULCERO SOLITARIA DEL RETTO
  • CISTOCELE, COLPOCELE, PROSTATISMO
  • RIDOTTA SENSIBILITA’ RETTALE

 

 

Esami diagnostici

Prima di proporre qualsiasi trattamento bisogna confermare la diagnosi con i seguenti esami specialistici:

 

Anoscopia

Pancolonscopia

DefecoRM

              

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il rimedio

Questi due fenomeni alterano la possibilità di un passaggio normale delle feci nel canale anale, determinando tutti gli effetti di cui abbiamo parlato.  

Come vedremo è possibile oggi , con un nuovo intervento denominato STARR, non doloroso e che necessita di pochi giorni di ricovero, risolvere questo fastidioso problema.

Per informazioni sull'intervento STARR clicca su questo link Intervento Starri.

Compito del nostro intervento è quello di ripristinare la continuità muscolare dell’ampolla rettale e di eliminare il prolasso.

L'intervento

E’ possibile oggi normalizzare l’anatomia del canale anale in modo da “disostruire” il passaggio delle feci.  L’intervento può essere effettuato in anestesia locale o in generale.

Normalmente il ricovero è di 3/4 giorni e si torna alle proprie occupazioni nel giro di una settimana.

Si utilizza un suturatrice circolare che “taglia e cuce” la parte del retto che determina l’ostruzione.

Dal momento che la sutura è interna al canale anale, in zone molto poco innervate dal punto di vista dolorifico, i fastidi, nei giorni seguenti l'operazione, sono molto ridotti.


I risultati

Ritorno alla normalità: le funzioni intestinali si normalizzano e le sedute estenuanti, relegati sul water per interminabili minuti, diventano un ricordo. Non più necessità di clisteri per stimolare la defecazione.



Cosa fare

Prendere appuntamento col proctologo e insieme programmare l’iter diagnostico terapeutico del caso.

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 09 Novembre 2008 06:53 )